viaggiando in un mondo globalizzato è bello poter tornare a casa,

perchè senza ricordi non c'è futuro......

 
 
 
 
 
 
 
 

LE CARTE DEI CARRONE DI SAN TOMMASO: UNA FAMIGLIA DI INTELLETTUALI 

l'archivio della famiglia carrone di san tommaso fu acquisito dalla biblioteca storica della provincia di torino nel 1959. comprende sostanzialmente documenti relativi ad alessandro (morto a soli 37 anni nel 1816), alla moglie enrichetta guasco di bisio, e a felice loro figlio. la famiglia, di origine savoiarda, si trasferì in piemonte nel 1649, in persona del marchese giovanni al seguito di carlo emanuele ii di savoia. il personaggio più notevole è costituito da felice (firenze 1810 - torino 1843), eletto sindaco di sommariva perno nel 1839, studioso e scrittore. avendo egli studiato paleografia sotto la guida di luigi cibrario, era solito trascrivere i documenti di suo interesse, carte che ritroviamo nell'archivio. felice pubblicò un'opera ancora oggi valida poiché concepita con criteri storiografici moderni,

le tavole genealogiche della real casa di savoia .

per ciò che riguarda il suo impegno letterario, grande successo ebbero le cosiderazioni intorno alla farsaglia di marco anneo lucano, edite a torino nel 1837. fu autore anche di vari articoli di viaggi, racconti e novelle, tutti pubblicati in una raccolta complessiva intitolata prose scelte , uscita a milano nel 1840. tra gli inediti di felice il più importante ed impegnativo è il monaco di subbiaco, ossia memoria d'un gentiluomo italiano: abbozzo di un romanzo di cui è tracciata a grandi linee la trama e la divisione in capitoli, lasciato incompleto per la morte dell'autore. l'opera, contraddistinta da più realismo e maggiore immediatezza nei dialoghi rispetto alle precedenti, narra di un giovane studioso che in compagnia di amici viaggia da roma a subiaco nell'autunno del 1832. qui giunto visita con i compagni il monastero di santa scolastica dove padre placido racconta loro la propria vita. consultando le carte dell'archivio, emerge nettamente il carattere autobiografico dell'opera, risaltano infatti notevoli affinità tra le vicende narrate e quelle relative alla vita del marchese felice.


tra i manoscritti si annoverano componimenti poetici, storici, drammatici e il curioso racconto "nero" l'épouse vampire. conte d'un voyageur traduit de l'englais par un ermite de la place de st. charles à turin. una twilight d'epoca insomma, datata intorno al 1840 e quindi persino precedente il celebre dracula di bram stoker. sono conservati inoltre gli appunti utilizzati dal marchese felice per la stesura delle sue opere storiche e letterarie, fra i quali spicca il fascicolo intitolato voyage en italie nel quale il marchese narra di un viaggio fatto in italia con osservazioni assai interessanti. per ciò che riguarda la corrispondenza conservata tra le carte di famiglia, troviamo un cospicuo numero di lettere del marchese felice, in gran parte destinate alla madre, ma anche quelle a lui indirizzate da noti personaggi dell'epoca, quali cibrario, mosca, cesare saluzzo, litta, romani, con i quali felice intratteneva corrispondenza. un ricco carteggio coinvolge anche enrichetta guasco di bisio, la marchesa infatti teneva in torino un salotto frequentato da letterati ed artisti famosi, troviamo quindi fra i corrispondenti cibrario, giordani, promis, marocchetti e molti altri...... 

 TESTO DA BIBLIOTECA STORICA DELLA PROVINCIA DI TORINO

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

28 GIUGNO 1850 -GUIDO GOZZANO


l'amica di nonna speranza

i. loreto impagliato ed il busto d'alfieri, di napoleone i fiori in cornice (le buone cose di pessimo gusto), il caminetto un po' tetro, le scatole senza confetti, i frutti di marmo protetti dalle campane di vetro, un qualche raro balocco, gli scrigni fatti di valve, gli oggetti col monito, salve, ricordo, le noci di cocco, venezia ritratta a musaici, gli acquarelli un po' scialbi, le stampe, i cofani, gli albi dipinti d'anemoni arcaici, le tele di massimo d'azeglio, le miniature, i dagherottìpi: figure sognanti in perplessità, il gran lampadario vetusto che pende a mezzo il salone e immilla nel quarzo le buone cose di pessimo gusto, il cùcu dell'ore che canta, le sedie parate a damasco chèrmisi... rinasco, rinasco del mille ottocento cinquanta! ii. i fratellini alla sala quest'oggi non possono accedere che cauti (hanno tolte le fodere ai mobili. è giorno di gala). ma quelli v'irrompono in frotta. è giunta, è giunta in vacanza la grande sorella speranza con la compagna carlotta. ha diciassett'anni la nonna! carlotta quasi lo stesso: da poco hanno avuto il permesso d'aggiungere un cerchio alla gonna, il cerchio ampissimo increspa la gonna a rose turchine. più snella da la crinoline emerge la vita di vespa. entrambe hanno uno scialle ad arancie a fiori a uccelli a ghirlande; divisi i capelli in due bande scendenti a mezzo le guance. han fatto l'esame più egregio di tutta la classe. che affanno passato terribile! hanno lasciato per sempre il collegio. silenzio, bambini! le amiche - bambini, fate pian piano! - le amiche provano al piano un fascio di musiche antiche. motivi un poco artefatti nel secentismo fronzuto di arcangelo del leùto e d'alessandro scarlatti. innamorati dispersi, gementi il core e l'augello, languori del giordanello in dolci bruttissimi versi: ... ...caro mio ben credimi almen! senza di te languisce il cor! il tuo fedel sospira ognor, cessa crudel tanto rigor! ...

carlotta canta. speranza suona. dolce e fiorita si schiude alla breve romanza di mille promesse la vita. o musica. lieve sussurro! e già nell'animo ascoso d'ognuna sorride lo sposo promesso: il principe azzurro, lo sposo dei sogni sognati... o margherite in collegio sfogliate per sortilegio sui teneri versi del prati!

iii. giungeva lo zio, signore virtuoso, di molto riguardo, ligio al passato, al lombardo-veneto, all'imperatore; giungeva la zia, ben degna consorte, molto dabbene, ligia al passato, sebbene amante del re di sardegna... "baciate la mano alli zii!" - dicevano il babbo e la mamma, e alzavano il volto di fiamma ai piccolini restii. "e questa è l'amica in vacanza: madamigella carlotta capenna: l'alunna più dotta, l'amica più cara a speranza." "ma bene... ma bene... ma bene..." - diceva gesuitico e tardo lo zio di molto riguardo "ma bene... ma bene... ma bene... capenna? conobbi un arturo capenna... capenna... capenna... sicuro! alla corte di vienna! sicuro... sicuro... sicuro..."

"gradiscono un po' di marsala?"

"signora sorella magari..." e con un sorriso pacato sedevano in bei conversari.

"...ma la brambilla non seppe..." - "è pingue già per l'ernani..." "la scala non ha più soprani..." - "che vena quel verdi... giuseppe!..." "...nel marzo avremo un lavoro alla fenice, m'han detto, nuovissimo: il rigoletto. si parla d'un capolavoro." "...azzurri si portano o grigi?" - "e questi orecchini? che bei rubini! e questi cammei..." - "la gran novità di parigi..." "...radetzki? ma che? l'armistizio... la pace, la pace che regna..." "...quel giovine re di sardegna è uomo di molto giudizio!" "è certo uno spirito insonne, e forte e vigile e scaltro..." "è bello?" - "non bello: tutt'altro." - "gli piacciono molto le donne..." "speranza!" (chinavansi piano, in tono un po' sibillino) "carlotta! scendete in giardino: andate a giocare al volano!" allora le amiche serene lasciavano con un perfetto inchino di molto rispetto gli zii molto dabbene.

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

castello di sommariva perno: da antico feudo dei carron di san tommaso a buen retiro del primo re d'italia!

rosa vercellana -la “bela rosin” -,contessa di mirafiori – lo incontra d’autunno, l’uomo della sua vita.

lui ha 27 anni; lei 14, un passato dignitoso ma modesto, un re nel cuore!

lui è vittorio emanuele, un duca;

lei, la figlia di un tamburo maggiore.

rosa vercellana nasce a nizza l’11 giugno del 1833,

muore a pisa il 27 dicembre del 1885.

per il re delle guerre di indipendenza è la donna del cuore e del destino.

da nizza segue il padre a racconigi dove, nel 1847, incontra il futuro re.

un anno dopo, nasce a castelceriolo la primogenita di rosina, vittoria.

nel 1851, è la volta di emanuele alberto.

vittorio emanuele la porta alla mandria e poi a moncalieri. 

nel 1859 le dona il castello di sommariva perno  

- acquistato il 9 novembre 1857 da enrichetta guasco di bisio vedova del marchese alessandro carron di san tommaso  -

 al prezzo di 420.000 lire 

che lei trasforma nel “buen retiro” del primo re d’italia.

lo arreda come una reggia e apre le porte a ministri e diplomatici, cavour compreso. per anni sarà il loro rifugio, con fontanafredda e pollenzo.

nel castello ci sono mille oggetti che parlano della bella fiaba. 

certo, rosina, ora contessa di mirafiori, andrà a pisa, firenze, torino, roma, ma il suo cuore resta a sommariva perno, che diventa così, non a caso, “il paese della bela rosin”.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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