dal 23 al 25 ottobre 1909 nicola ii romanov, imperatore di tutte le russie, venne in italia per una visita di stato.

la visita restituiva quella compiuta nel 1902 dal re vittorio emanuele iii a san pietroburgo.

nicola ii e vittorio emanuele iii erano legati da un rapporto di sincera amicizia, la visita, più “blindata” di un moderno g8, costituì un evento di grande portata internazionale, che richiamò l’attenzione della stampa mondiale.

più volte rinviata negli anni precedenti, si trovò infatti a svolgersi in un anno di particolare tensione politica e diplomatica, a causa dell’annessione della bosnia erzegovina, operata  dall’austria – ungheria nel 1908. nicola ii godeva di pessima fama in tutta europa, soprattutto dopo la cosiddetta “domenica di sangue”: il 2 gennaio 1905,  nel corso del 1909, in occasione delle due visite ufficiali dell’imperatore in francia e regno unito, parigi e londra erano state teatro di vibranti manifestazioni di protesta. la notizia di una sua prossima visita anche in italia scatenò polemiche, minacce di scioperi e dimostrazioni “rumorose” di dissenso. accanto al fattore della facile difendibilità del sito, a favore di racconigi giocò probabilmente anche il desiderio del re di ospitare nicola in un contesto famigliare, analogo a quello in cui era stato accolto a san pietroburgo nel 1902. la data e la sede della visita furono tenute segrete fino ai giorni immediatamente precedenti. in italia, il primo giornale a darne notizia, il 17 ottobre, fu l’avanti! che lo intuì dalle strette misure di polizia già in atto. come scrissero i giornali, il tratto di ferrovia da collegno, per il bivio zappata, sino a moncalieri fu quello dove venne maggiormente intensificata la sorveglianza: “due grandi fasci di truppa e di forza pubblica stringono in una cintura umana la strada di ferro… gli ufficiali di pubblica sicurezza entrano in tutte le case e le cascine prossime ai binari e obbligano gli abitanti all’interno degli edifici, vietando di sporgersi dalle finestre, di affacciarsi agli usci”. tutti i passaggi a livello erano sorvegliati strettamente, così come le strade di accesso: “gli stradali che si snodano e serpeggiano intorno, sono attraversati qua e là da travi enormi, che li tagliano ad intervalli. sono stati posti per un ordine venuto dall’alto, affinché… se qualche automobile carica di esplosivi si fosse lanciata per caso contro il treno reale avrebbe dovuto infrangersi contro quegli ostacoli potenti!”. è del tutto evidente che, essendo segreto, il testo dell’accordo non venne rivelato. nelle sue memorie, spiridovich ha scritto che tutti pensavano che la visita dovesse essere puramente di cortesia mentre: “in realtà, fu durante l’incontro a racconigi che l’imperatore ed il re firmarono un trattato segreto (trattato di racconigi) di reciproca intesa tra russia ed italia sui balcani, dove volevano contrastare la crescente influenza austriaca. come prevedeva il programma del giorno di arrivo dello zar (il 23 ottobre 1909), nicola ii sarebbe stato ricevuto alla stazione ferroviaria di racconigi da “sua maestà il re in grande uniforme”, mentre “sua maestà la regina riceverà sua maestà l´imperatore sulla terrazza del real castello (abito di visita senza cappello). alle ore 20 il pranzo di corte”, con il seguente protocollo: “militari (uniforme ordinaria) piccole decorazioni, civili (abito da sera), signore (abito scollato)”. nicola ii fu molto colpito dalla accoglienza riservata, descriverà, nelle successive lettere alla madre, l’accoglienza come “graziosissima”, il re e la regina ospiti semplici e “discreti”, i principini “molto carini”

franco senestro - la bottega del ciabattino.wordpress.com


il 23 ottobre in suo onore fu organizzato un concerto per piano, eseguito da mascagni,

ripreso da una troupe cinematografica russa. seguì una cena con 36 invitati.

al termine i sovrani s’appartarono per colloqui segreti. 

domenica 24 nicola e vittorio emanuele avrebbero voluto concedersi una battuta di caccia, rovinata dalla nebbia.

al rientro ripresero i colloqui, mentre in altra sala si riunirono giolitti e i ministri iswolski e tittoni.

la regina alle 17 accolse il corpo diplomatico per un the.

finché alle 19 ebbe inizio un grande ricevimento di gala.

la stampa dell’epoca ne esalta lo sfarzo «nella candidezza degli stucchi che hanno riflessi vivissimi sotto l’ondata abbagliante della luce elettrica».

«dai grandi lampadari dorati - annota il cronista - pendono siccome grappoli d'oro infiniti alobelli luminosi

e la lunga tavola a ferro di cavallo ne è inondata.

scintillano sulle mense le cristallerie sontuose, tra profusione di fiori e di trionfi».

«gli invitati sono tutti in abito di società e cilindro, e portano decorazioni.

vediamo i sindaci di torino e roma, mascagni, il duca e la duchessa di genova, la principessa laetitia, il duca degli abruzzi e il principe di udine». 

ad un tratto un picchetto di corazzieri scatta sull’attenti:

«nel gran salone entrano i sovrani, con i principi e le principesse venute da torino danno il benvenuto all’imperatore di russia»,

maurizio lupo - la stampa


 
 

Tra gli invitati Al thè delle cinque era presente anche la contessa clementina carron de briancon,

l'ultima dei san tommaso, quale presidente della congregazione delle figlie di maria di torino

 
 

© Copyright IL FILO DELLA MEMORIA