Nel gennaio 1623 fu nuovamente inviato in svizzera, a sion nel vallese, per cercare di impedirne l'alleanza con gli spagnoli
e in particolare con il governatore di milano duca di fería. la sua permanenza a sion si protrasse per vari mesi,
spesi in lunghe trattative con il vescovo della città (che ancora manteneva la potestà temporale dei luoghi),
volte a impedire o almeno rimandare l'invio di delegati a milano.
a questo scopo ricordava al suo interlocutore l'azione repressiva degli spagnoli "nella valtellina et contro i grisoni".
richiamato a torino venne nominato primo segretario di stato insieme con tommaso pasero con patenti del 16 giugno 1625.
alla morte del primo segretario crotti l'ufficio venne infatti diviso da carlo emanuele i, e tale divisione testimonia l'ancora scarsa importanza attribuita all'ufficio stesso.
questa nomina peraltro segnò un profondo cambiamento nella carriera politica del carron.
evitando infatti di impegnarsi nuovamente in missioni all'estero,
il carron venne confermato nel suo ufficio di primo segretario
da vittorio amedeo i con patenti 25 febbr. 1633
e in seguito anche dalla reggente cristina di francia.
quest'ultima inoltre, il 20 ott. 1637 concesse al carron che il figlio
primogenito guglielmo francesco, marchese di san tommaso,
già consigliere di stato e inviato sabaudo presso la corte di parigi dal 1633 al 1636,
acquistasse la "coadiutoria e la sopravvivenza" dell'ufficio paterno.
sicché nelle stesse lettere patenti del 20 ott. 1637
guglielmo francesco viene nominato anch'egli primo segretario di stato "in una sola piazza col padre",
con la facoltà di succedergli "tanto per via di rinuntia, vacatione, caso di morte… che in qualsivolia modo…".
con questo mezzo il carron riuscì ad assicurare alla famiglia il possesso di tale ufficio,
sempre più importante nel corso del secolo, per ben quattro generazioni, dal 1625 al 1717,
Quando vittorio amedeo ii, rompendo la tradizione,
istituì due diverse segreterie, una per gli esteri e una per gli interni.
ottenuta la nomina del figlio al suo stesso ufficio,
il Carron cominciò gradualmente a ritirarsi dai suoi vari incarichi,
affidandoli in prevalenza, come già quello di segretario dell'ordine della ss. annunziata,
al figlio primogenito Francesco Guglielmo,
per dedicarsi alla sua numerosa famiglia.
Egli infatti si era sposato tre volte:
la prima il 25 aprile 1591 con Maria Caterina Camilla Du Marché, vedova di Alfonso Delgado
una seconda volta il 22 giugno 1607 con Antonia Francesca Dumanié di Bozel
e infine, contro il parere del figlio maggiore,
una terza volta con la vedova maria tonda, il 1º marzo 1631.
Da tali matrimoni il carron ebbe dieci figli che raggiunsero la maggiore età:
il già ricordato Guglielmo francesco, marchese di san tommaso e primo segretario di stato;
sigismondo, monaco carmelitano;
francesco tommaso, monaco agostiniano;
vittorio amedeo, consigliere di stato dal 1653 e senatore nel senato di piemonte dal 1654;
maria che sposò il marchese di mulazzano emanuele filiberto negrone di negro;
caterina, moglie del barone di fenis claudio challant;
e inoltre felice dionisio avuto da maria tonda, anna, maria e maurizio.
il carron li ricordò tutti nel testamento
che inviò agli archivi del senato il 14 nov. 1648,
dove ancora è conservato.
il carron morì a torino il 16 gennaio 1649;
secondo le sue disposizioni fu sepolto nel monumento di famiglia,
nella cappella di s. francesco, "
nella chiesa della madonna degli angeli in città nova" a torino.
da enciclopedia treccani